Mary Ashton
martedì ,25 ago 2009
Legale sin dal 2007 il Poker rischia di nuovo l'illegalità insieme a slot machine e casinò chiusi a centinaia negli ultimi due anni
PokerStars, l'organizzatore dell'EPT 2009 era stato fortemente orgoglioso di poter inserire una tappa del torneo nella splendida e mitica città di Mosca, a simboleggiare l'enorme successo del poker in Russia. Un successo talmente ampio da aver portato all'inserimento del Poker nella lista dei giochi sportivi autorizzati sul suolo della repubblica Russa, sin dal 2007. Con la legalizzazione del poker sono infatti nate poker room in tutta la Russia, acclamate e frequentate con passione dai giocatori locali. Eppure, per i motivi che riportiamo qui di seguito, all'ultimo momento la tappa non è stata confermata, e invece che a Mosca, si è disputata a Kiev, in Ucraina.
Alla base di questa difficile scelta di trasferimento gli esperti individuano la legislazione russa che in materia di giochi d'azzardo non è sembrata a PokerStars sufficientemente chiara. Se infatti, come accennato, dal 2007 il Poker è legale, è di recente ufficializzazione una legge che se dichiarandoli illegali, ha fatto chiudere sale di slot machines e casinò in tutta la Russia. E non è tutto, perché stando alle voci di corridoio da Mosca, anche le sale da poker saranno nuovamente dichiarate illegali perché il poker non sarà più definito “sport” a breve.
Può sembrare un paradosso e forse lo è: se le sale da poker sono (non si sa per quanto) legali, i casinò e le slot machine secondo la nuova legge non possono essere attive in qualsiasi luogo della Repubblica, ma devono essere aperte dentro perimetri territoriali specifici, indicati dai legislatori. La legge in questione, fortemente voluta dal Presidente Putin, prevedeva la creazione di casinò e sale da gioco in 4 aree territoriali specifiche, ma ad oggi, dei 400,000 posti di lavoro persi a causa della chiusura forzata degli stabilimenti, nessuno è stato sostituito proprio perché la mancanza di chiarezza in merito al gioco d'azzardo non favorisce in nessun modo la creazione di nuovi casinò o sale da poker.
Migliaia di società sono state chiuse forzatamente e piuttosto che vedersi accusare di illegalità, i titolari di licenze di gioco hanno preferito non riaprire i tavoli nemmeno nelle zone dichiarate “legali”. Queste “aree” geografiche erano state individuate dai legislatori con l'obiettivo di abbassare il livello di dipendenza eventualmente causato dal gioco d'azzardo, secondo i legislatori russi più pericoloso dell'alcolismo (che però uccide migliaia di russi all'anno, a differenza del poker o delle slot machine).
Seppur forti si sono levate le voci contrarie alla legge del 2007, nessuno tra gli amanti del gioco, nemmeno l'Associazione Russa per lo Sviluppo di Attività di Gioco, è riuscita a far cambiare idea al Parlamento russo, e come risultato, nessuno riesce più a capire che futuro avrà il gioco d'azzardo in Russia.