Luca Donati
domenica ,19 lug 2009
Facebook è stata avvertita da AlertPay di un tentativo da parte di utenti disonesti di rivendere fiche necessarie a giocare con le applicazioni di poker a doisposizione di milioni di utenti
Facebook è il più grande social network del mondo, con centinaia di milioni di utenti in tutto il mondo, rappresenta una rete fino a pochi anni fa impensabile, di amici, conoscenti, amici di amici, che oltre a comunicare tra loro con strumenti di vario genere, hanno anche potenzialmente la possibilità di confondere, e nei casi peggiori, frodare ignari utenti
Recentemente Facebook si è trovata suo malgrado al centro di un potenziale impiccio.
Tutto nasce dalla decisione tempo fa da parte di Facebook di offrire ai suoi utenti la possibilità di giocare a Texas Hold'em, in modo completamente gratuito.
Miliioni di giocatori hanno ben rispettato la gratuità del gioco, pochi invece hanno pensato bene di trovare il sistema per rivendere ai giocatori più incalliti le fiche necessarie alle partite. AlertPay, partner di Facebook, estremamente cosciente dei rischi legati a un eventuale vendita di fiche sottobanco a giocatori degli Stati Uniti, dove in nessun modo è possibile giocare d'azzardo online, ha deciso di interrompere le operazioni legate al gioco Texas Hold'em.
Giocatori esperti, fondamentalmente, rivendevano le fiche vinte, a giocatori meno esperti.
Come accennato sopra, Facebook non permette nessuna forma di gioco d'azzardo sulla propria piattaforma di social network, ed essendo una società statunitense, non ha nessun interesse a favorire dei furbetti, con il rischio di vedersi accusata di fornire servizi illegali online.
Se è vero che la stessa AlertPay non riesce a definire con precisione che cosa dicano le leggi in materia di gioco d'azzardo online, perché vaghe e confuse e proprio in questi giorni oggetto di grandi discussioni a Washinghton, il rischio da evitare del tutto è che queste operazioni portate avanti da utenti di Facebook, possano su quest'ultima ricadere una potenziale violazione delle leggi locali e federali degli Stati Uniti d'America che proibiscono il gioo d'azzardo senza licenza di operare, e una violazione della legge del 2006 che definisce illegale il gioco d'azzardo su internet.
Chiaramente, l'eventuale legalizzazione dei casinò online e del gioco d'azzardo su Internet negli Stati Uniti, stravolgerebbe gli equilibri esistenti sul web, e in molti si chiedono quale sarebbe in quel caso, in un futuro forse non troppo remoto, la relazione tra il gioco d'azzardo, i social network e i casinò online che dovranno offrire i loro servizi in un contesto nuovo, con concorrenti, come Facebook, che sono alla ricerca di nuove fonti profitto.