Mary Shton
domenica ,25 apr 2010
Il Financial Times cita fonti anonime secondo cui Full Tilt Poker è sotto inchiesta negli Stati Uniti per riciclaggio di denaro.
Non tarderà a far discutere la recente notizia pubblicata dal Financial Times, secondo cui la seconda poker room più importante al mondo, Full Tilt Poker, sia stata messa sotto inchiesta da un gran giurì federale di Manhattan, New York per il riciclaggio di denaro. Oltre alla società, il giudice federale ha messo sotto inchiesta anche due giocatori legati a Full Tilt Poker, Howard Lederer e Chris "Jesus" Ferguson, entrambi indagati nonché proclamatisi proprietari di quote societarie della poker room di Full Tilt, in base a una causa civile presentata l'anno scorso.
Secondo la teoria del Financial Times, la scelta di accusare Full Tilt Poker di di riciclaggio di denaro, a livello federale, potrebbe essere funzionale alla necessità dei giudici di ottenere la collaborazione e la cooperazione in merito anche dei loro colleghi stranieri, ovvero da quei paesi presso cui il gioco d'azzardo è legale e riconosciuto.
Il FT ha richiesto a un professore di diritto, Joe Kelly, un parere sulla scelta dell'amministrazione americana di elevare a livello federale le accuse e l'eventuale possibilità di successo nell'intento del gran giurì. L'esperto si è detto poco propenso a scommettere sul successo dell'amministrazione con questa strategia, dato che, osservando casi passati, il governo USA non ha sinora potuto applicare fino in fondo l'IGBA, secondo cui il gioco d'azzardo online è illegale negli Stati Uniti, e ha dovuto spesso appoggiarsi al Wire Act, il quale però è valido esclusivamente nel caso di scommesse sportive. Quello che non è chiaro ancora, è il passaggio dell'accusa da livello statale, ovvero lo Stato di New York, a una richiesta di giudizio a livello federale, ovvero degli organi competenti degli Stati Uniti d'America. In altre parole, il gran giurì sembra voler far capire che il poker, all'interno dei confini dello Stato di New York, è illegale. Se così fosse, se cioè la richiesta del gran giurì fosse accettata, il poker diverrebbe illegale, in tutte le sue dimensioni, non solo a NYC, ma in tutti gli Stati Uniti.
Si torna dunque alla solita e annosa domanda delle autorità statunitensi: qual'è la natura del gioco del poker? Nell'attesa di avere ulteriori notizie in merito, il Financial Times ha segnalato che l'avvocato dei due giocatori indagati ha affermato che i suoi clienti non sono a conoscenza di indagini sul proprio conto, e che il Procuratore Generale di New York non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito.